Ritardati di oltre 5 giorni, due importanti porti del Medio Oriente hanno "acceso il semaforo rosso" e la congestione dei porti ha cominciato a diffondersi
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Secondo l’ultimo rapporto sulle dinamiche portuali globali pubblicato da DHL, il porto di Jebel Ali negli Emirati Arabi Uniti e il porto di Dammam in Arabia Saudita sono attualmente contrassegnati in rosso, con ritardi nel trasporto merci generalmente superiori a cinque giorni. Allo stesso tempo, anche alcuni porti in Europa e nelle Americhe si trovano ad affrontare diversi gradi di pressione operativa, e i rischi della catena di approvvigionamento globale continuano a diffondersi dalle rotte marittime ai porti chiave.
Medio Oriente e Oceano Indiano: le aree dove attualmente si concentra maggiormente la pressione
Il rapporto sottolinea che il Medio Oriente e la regione dell’Oceano Indiano stanno attualmente affrontando molteplici sfide, tra cui una grave congestione dei porti, lunghi ritardi, capacità di spedizione ridotta e trasporti interni bloccati. Tra questi, i ritardi al porto di Jebel Ali e al porto di Dammam sono stati i più importanti, con tempi di attesa superiori a 5 giorni.
I media di settore PortCalls hanno analizzato che l'attuale pressione di congestione nei porti del Medio Oriente non è solo causata dalla concentrazione di navi che arrivano al porto a causa della deviazione del Mar Rosso, ma è anche legata alla difficoltà di migliorare contemporaneamente la capacità di elaborazione del terminal. Un gran numero di navi attraccano contemporaneamente, aggravando ulteriormente il peso del turnover sugli ormeggi e sui cantieri.
Europa: i porti nordici mantengono operazioni ad alta pressione
Nella regione europea, la capacità di trasporto terrestre nei porti nordici rimane ridotta. I porti hub principali come Rotterdam, Amburgo e Anversa continuano a operare a carichi elevati. Sebbene non vi sia stato un allarme rosso come in Medio Oriente, l’elevato utilizzo dei terminal e la limitata efficienza del trasbordo ferroviario e stradale hanno portato a un rallentamento della circolazione complessiva.
Americhe: nel complesso controllabili, si manifestano colli di bottiglia locali
Secondo la valutazione di DHL, la situazione complessiva dei porti americani è relativamente stabile, ma in alcune aree sono emersi segnali di congestione. Le manifestazioni principali sono i tempi di stoccaggio prolungati, il lento ripristino della rete ferroviaria e la carenza di mezzi di trasporto interno. Sebbene non si sia ancora verificata una congestione portuale su larga scala nel Nord America, i supplementi di carburante continuano ad aumentare e le compagnie di navigazione riducono attivamente la capacità di spedizione, il che sta facendo aumentare le già elevate tariffe di trasporto.
Regione Asia-Pacifico: attività relativamente stabile, forte domanda di esportazioni
Il funzionamento complessivo dei porti nella regione Asia-Pacifico è relativamente regolare, ma esistono ancora congestioni locali nei singoli nodi. Ad esempio, i ritardi nel porto di Manila nelle Filippine vanno dai 2 ai 5 giorni circa. Allo stesso tempo, la domanda di esportazioni asiatiche rimane forte. I dati mostrano che la domanda globale di spedizioni crescerà di circa il 7% nel 2026, con la principale forza trainante proveniente dal volume delle esportazioni asiatiche.
Per le aziende impegnate nel commercio internazionale, la sfida attuale non è solo controllare i costi di trasporto, ma anche mantenere il funzionamento stabile della catena di approvvigionamento in un ambiente altamente volatile. Molte società di spedizioni hanno raccomandato ai clienti di anticipare i cicli di prenotazione di 2 o 3 settimane, aumentare adeguatamente le riserve di inventario e ridurre la dipendenza da un singolo porto per distribuire i rischi.
